Si prendi un qualunque punto del Tempo e lo si frizioni con formule ed addizioni; si faccia in modo che un maldestro impasto non guasti il sapore finale. Si formuli con dovuta attenzione una propria ipotesi sull’origine della cattiva coscienza. Quest’ipotesi quanti potranno smentirla? Quanti possono fortificarla? – l’indomani: Chi vi ha reso insonne la notte? Il fine o i calcoli?

Dunque qualcuno tra gli uomini di grande volontà, vuole comunicarci la sua ipotesi sull’origine della cattiva coscienza? Necessità di tempo e notti insonni… che non si dimentichi il valore del sonno: il riposo della ragione.

Consideriamo pure la cattiva coscienza come l’antro profondo nel quale si cerca rifugio ogni qual volta la pressante e radicale forza di mutamento sociale diventa soggettivamente insostenibile; l’uomo, biologicamente e fisiologicamente, non può essere vittima delle sue creazioni come la società e gli ideali quindi reagirà; l’intensità della sua reazione sarà direttamente proporzionale alla somma della forza utilizzata e di quella percepita dal soggetto. Ben presto il soggetto si desterà ribaltando i mezzi e i fini, calcoli e beni, apportando modifiche e rivoluzioni spinte più dall’emotività e dal bisogno di una reazione che dalla ragione. Come nel momento in cui i primi animali acquatici dovettero scegliere tra sorreggere interamente il loro peso sul mondo o morire, gli uomini, vivono lo stesso momento ogni qual volta la realtà tende più o meno ad un punto estremo – diverso – dal punto d’incontro ideale tra ragione e emozione. Il punto ideale in questione non è altro che il punto in cui la rappresentazione di sé del soggetto e la realtà sociale oggettiva sono l’uno il gemello dell’altro.

Per questo e per altri futili motivi, anch’io cerco esseri speciali. Semi-animali, felicemente adattati allo stato selvaggio, alla caverna, al vagabondaggio, all’avventura; cerco gli uomini che sanno che l’istinto animale non è morto, ma svalutato e narcotizzato. Cerco uomini che dovettero imparare a camminare sulle proprie gambe su un terreno troppo “Comune” da rendere dei piedi speciali, goffi e malsani. Cerco uomini che sono consci di portare il loro peso per intero; virtuosi sino alla solitudine. Non più agghindati da festosi ideali ed ardenti morali ma come i primi esseri terrestri: nudi e coraggiosi! Stiam attenti, ciò che rendeva leggeri un tempo, adesso, potrebbe uccidere, quindi non cerchiamo nel passato, come gamberi, soluzioni; piuttosto Conosciamolo e rubiamogli ciò che potrà essere utile a chi ci leggerà postumi. Diffidate da tutti i prossimi che avete avuto il dispiacere di conoscere; i vostri prossimi non li conoscerete mai e saranno sempre troppi da contare.

Cerco per il mondo gli inadatti alle occupazioni semplici; tutti quegli spiriti che non avendo più le loro vecchie guide e quegli istinti regolatori, caddero in una sicura incoscienza – in una genuina infelicità – costretti a pensare, dedurre, calcolare, combinare cause ed effetti: ridotti alla gabbia dalle loro prospettive e da un plumbeo disagio.

Intanto gli antichi istinti non cessarono certo di porre in prima istanza le loro esigenze! L’uomo diventò presto difficile e di scarse possibilità, tant’è che questi istinti dovettero cercare dei diversivi alle proprie incompiute voglie. “Tutti gli istinti che non si scaricano all’esterno si rivolgono all’interno” e via via che scorre il tempo l’anima prende forma e nella misura in cui l’uomo si nega all’esterno, cresce all’interno. Tornano spesso questi esuli istinti; tornano e ritornano ad assediare il loro stesso “uomo”, il loro miglior mezzo: ritorna tutto ciò che è selvaggio, incontaminato, acerbo, libero e nomade. È una piacevole tentazione o un concerto di provocazioni: è sangue e guerra. Tutte le emozioni d’assalto e persecutrici, il piacere ed il dolore dell’inimicizia, fioriscono sull’incolto: ma quanto di incolto è stato lasciato? Soprattutto, qual è la genesi dei giudizi di valore “Colto”, “Incolto”, “Contaminato”, “Incontaminato”?

Istinti contaminati e società incontaminata sono le finalità della mia contemporaneità? Se si, chi tra voi è l’inadatto che cerco? Chi si sente così cattivo da esser irrimediabilmente il più buono?