Voce1: «E quindi, qual è il tuo orizzonte?»

Voce 2: «Non ho orizzonti! Io stesso sono il mio orizzonte. Mi dispiego avanti a me, divengo per mezzo dei miei sensi, continuando a sfuggirmi. Ad ogni mio passo, mi allontano da ciò che sono stato: il mio presente si fa passato, macinando il futuro. Fuggo da me per essere, ponendo come base un bellissimo Nulla o futuro che ha sempre da venire. Mi riverso su tutto ciò che mi capita a tiro: su un foglio, una roccia, una tela; cosi come in cielo, tra le onde del mare o tra il cemento della società o tra la nuda e selvaggia natura. Continuo a sfuggirmi: ad ogni mio passo mi allontano, per ritrovarmi sempre più in là, laggiù, lassù: per cielo, terra e mare, nello spirito, nell’anima, tra gli impulsi del mio sistema nervoso; come un dio inquieto mi perdo persino tra le stelle, i pianeti e le galassie dell’universo. Danzo, restando immobile; vivo ammazzando il tempo, seppellendo nel mio inconscio, nel mio mare, tutto ciò che diventa pesante e presente e di nuovo essere, ridiventando limpido.

Eccomi! Sono il mio orizzonte! Un cumulo di motivazioni, di sensazioni, di emozioni e di stati d’animo che si accavallano sulla mia pelle; che a volte dilaniano la mia carne o mi fanno sprofondare negli inferi. Sono così, in perpetua formazione… solitario, celestiale, onnisciente, onnipotente, onnipresente al mio Nulla seppure impotente, arrestato, immobile al cospetto del mio Essere.

Eccomi! Ecco che di nuovo tutto diventa già essere ed un nuovo Nulla, una nuova scoperta e avventura, che si pone avanti alla mia vista; che stuzzica il mio naso coi suoi sconosciuti profumi e che sussurra dolci parole d’amore e di desiderio alle mie orecchie, accarezzando e baciando la mia pelle, le mie braccia e le mie mani. Si prostra a me questo Nulla, vuole divenire in me, vuole Essere… mi ama, mi cerca, mi desidera ardemente! Si da a me come un lauto pasto: vuole entrarmi dentro; vuole penetrarmi sino alle ossa!
Ma chi è? È il mio orizzonte? Ma certo che no, sono io! Solo io, che nel tempo, divento sempre più ciò che sono, sino a quando mi ricongiungerò totalmente; sino a quando Nulla e Essere, passato, presente e futuro, non si ritroveranno tutti insieme, una sola cosa, nella mia morte come nella mia eternità.»

Voce 2:«Mi chiedi di orizzonti… e dimmi, non ti basta questo mio umano sentirmi esistere?!»

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